My Space
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Sì, vengo laggiù, da te. Mondo alla fine del mondo. E non so cosa mi aspetta.

Luis Sepulveda


     


 
Ma gli ultimi due post dove sono finiti?


 

Devo imparare a star zitta...

Ieri, uscendo da un negozio, vedo un padre che "discuteva" con il figlio. Le virgolette sono d'obbligo, perchè il bambino avrà avuto sì e no due anni.
Una scena come tante, in fondo. Se non fosse che il padre ad un certo punto se ne esce con: "Ora, stabiliremo delle regole. E da oggi la prima regola è..."
Prima ancora che finisse la frase, ho detto, a voce bassa ma non abbastanza da non farmi sentire: "Non si parla mai del fight club".

Devo dire che ho colto nello sguardo del bambino un barlume di speranza, quasi a dire "La prego, continui, così forse smette di rompermi le balle".
Quello che ha detto il padre non l'ho sentito, ma non dovevano essere complimenti...

Quando imparerò a farmi i fatti miei?






 

Bella gara...

 





 
Memorandum: non farsi fregare dalle recensioni dei libri quando si entra in libreria.
Tempo fa, sullo scaffale, vedo la copertina de "il petalo cremisi e il bianco". Mi vengono in mente alcune recensioni positive, commenti entusiasti di amici e colleghi che lo avevano letto... Vabbè, dico, compriamolo.
Non lo avessi mai fatto. La versione moderna dei romanzi d'appendice, con qualche termine sessuale che ai tempi non era permesso.
Quasi 900 pagine di nulla. Storia inconsistente, personaggi abbastanza scontati. L'unica cosa che salva questo polpettone è il titolo, estremamente accattivante, anche se non si capisce molto bene che interpretazione darne rispetto alla storia.
Morale: la prossima volta i libri li compro se lo decido io, non se me lo hanno detto gli altri.






 
Oh, la gioia di passare la giornata ad inserire dati... E per un lavoro che non so nemmeno a chi serve e per che cosa è stato messo in piedi. E soprattutto non ho la più pallida idea di cosa farne di questi dati una volta inseriti.
Come si dice, sono soddisfazioni.



 

Capita che quando si hanno vent'anni si entri in conflitto con i genitori. Capita a tutti, è un rito di passaggio.
Poi uno dei due genitori muore, e i rapporti con l'altro si fanno sempre più radi, fino a non sentirsi quasi più... Forse è "normale" anche questo, alla fine ti crei una vita in cui tuo padre è ai margini, una figura quasi secondaria.
E una sera squilla il telefono, ed è tuo padre, che non senti da Natale, e che con un tono il più indifferente possibile ti informa che ha un tumore al rene, che deve operarsi, che non c'è altra soluzione che togliere il rene malato e sperare che sia finita così... E tu riattacchi il telefono e ti senti un sacco vuoto.
Qualcuno vuole un po' di sensi di colpa? Ne ho abbastanza da rifornire un esercito, basta chiedere...


 







 

Se mi vede la protezione animali mi denuncia... E soprattutto se mi vede il capo mi spedisce a casa a calci nel sedere

http://1337-face.dk/pingvin.htm

C'è qualcosa di perverso nel giocare ai giochi più idioti del web



 
Passate anche queste feste...
fatte anche quest'anno di abbuffate di cui pentirsi immediatamente ("quest'anno non ci casco: appena passate le feste, dieta, anzi digiuno" - sì come no...) e altrettanto immediatamente pentirsi del pentimento, di parenti che si vedono a dire tanto due volte l'anno ("tua figlia? Ma dai... ma sai che non l'avrei mai riconosciuta, da tanto che è cresciuta?" - naturalmente della pargola non te ne può fregare di meno, e comunque l'avevi riconosciuta dal primo momento, ma bisogna pur dire qualcosa); fatte di soldi spesi quanto mai inutilmente ("ah, quest'anno i regali da parte mia se li possono scordare" - e si passa la vigilia a correre disperatamente da un negozio all'altro, comprando cose che, si sa, verranno nascoste nel cassetto del destinatario un minuto dopo averle scartate).
Insomma, anche quest'anno l'ipocrisia ha trionfato, e anche quest'anno, alla vigilia del rientro in ufficio, si va a dormire pensando "Che bello, domani vado a lavorare".




 

Chi non ha mai sognato una vacanza alle Maldive, la perla dell'Oceano Indiano?

"Partita la campagna di Amnesty International per la cessazione delle barbarie compiute dal governo della Repubblica delle Maldive. Nel nuovo rapporto sulla repubblica asiatica si parla di detenuti per reati di opinione, torture nelle carceri e metodi violenti usati dalle forze dell'ordine nella repressione dei dissensi.
Quello che rappresenta nell'immaginario collettivo una sorta di "paradiso" altro non sarebbe, stando al rapporto di Amnesty, che una dittatura sanguinaria retta da un presidente-monarca in carica da oltre un ventennio. Fra le decine di detenuti, incarcerati per reati di opinione, ci sarebbe, sempre secondo Amnesty, anche Fathimath Nisreen, condannata a 10 anni per aver creato uno web-magazine critico con il proprio governo e la giovane Jennifer Latheef arrestata, insieme a un centinaio di altre persone, a seguito della protesta dello scorso settembre scoppiata nelle strade di Male' (capitale della Repubblica) e repressa nel sangue dalle forze dell'ordine.
Finora l'appello di Amnesty International non ha sortito alcun effetto ne' sul governo maldiviano ne' sui media internazionali che hanno trascurato la notizia sia dei disordini che della situazione di lesione dei diritti civili in atto alle Maldive. Di particolare interesse e' la posizione del nostro Paese, primo partner commerciale della piccola repubblica."


 






 
Arrivo in ufficio stamattina, già con l'animo di chi piuttosto avrebbe traversato il deserto del Gobi a piedi...
Chiama un collega, dicendomi che i files che gli avevo mandato ieri non vanno bene, che lui non aveva tempo per metterci le mani, quindi toccava a me... Vabbè, non era una giornata di grandi impegni comunque, comincio a lavorarci sopra.
Alle 10, cominciano a picconare i muri e il pavimento al piano di sopra, per dei lavori di ristrutturazione. Naturalmente, da dove cominciano? Dalla stanza che sta esattamente sopra la mia...
Manca solo che quando uscirò si metta a piovere, poi  la giornata è completa.